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Non prima che le solite malelingue dicessero che tutto sommato il gabinetto era il posto più consono al software di zio Bill, viste le sue note proprietà lassative, ma questa è un’altra storia, sulla quale trovate un mio articolo presso Apogeonline a proposito dello spettacolare errore di progettazione del sistema Passport, che ha lasciato alla mercé del primo intruso dilettante la posta, i soldi e i dati personali di duecento milioni di utenti.
Microsoft ha così dichiarato (vedi e ) che si tratta di uno scherzo inventato dalla filiale britannica di MSN, chiedendo scusa per l’equivoco (e un’altra malalingua su Punto Informatico ha colto la palla al balzo e ha commentato “si sono scusati per il gabinetto, adesso attendo le scuse per Windows”).
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Filed under: news web site | Tag: giappone, lampo ministro, ricostruzione, tokyo dimissioni
Le dimissioni di Matsumoto rendono più fragile la posizione del Primo ministro Naoto Kan il cui governo è sopravvissuto di recente a un voto di sfiducia parlamentare presentato da molti parlamentari critici della sua gestione del dopo-terremoto.
Naoto Kan sta cercando di persuadere il Parlamento ad appoggiare uno stanziamento extra di fondi di ricostruzione, e ha giudicato che i commenti del ministro Matsumoto ostacolassero la sua azione.
Lo ha annunciato il 24 giugno il governo giapponese, precisando che la stima non comprende i danni provocati dalla fusione nucleare alla centrale di Fukushima ma si riferisce esclusivamente ai danni a edifici, imprese ed infrastrutture nella regione del Giappone nordorientale, devastata da un terremoto di magnitudo 9 che ha provocato un gigantesco tsunami che ha causato 23 mila tra morti e dispersi.
In evidenza VATICANO – CINAdi Bernardo Cervellera Su richiesta di molti fedeli cinesi, sotterranei e ufficiali, il Vaticano pubblica una Dichiarazione per spiegare le questioni legate alle ordinazioni illecite e alla conseguente scomunica dei vescovi (ordinanti e ordinato).
Fonte:
http://www.asianews.it/notizie-it/Tokyo:-dimissioni-lampo-del-ministro-per-la-Ricostruzione-22009.html
Rai Sport – Motori – Gp Alonso, peccato per quella safety car
Gp Alonso, peccato per quella safety car
Pilota Ferrari secondo, volevo attaccare alla fine e potevo
Gp Alonso, peccato per quella safety car
Pilota Ferrari secondo, volevo attaccare alla fine e potevo
MONTECARLO, 29 MAG – Il Gp di Monaco poteva regalare anche la vittoria alla Ferrari di Alonso che ammette d’aver atteso fino all’ultimo per sferrare l’attacco a Vettel: ”Non si sa mai quello che puo’ succedere fino alla fine, volevo provarci e sapevo che potevo attaccarlo alla fine, ma poi e’ arrivata la safety-car”.
Fonte:
http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-cd2d454f-20ec-40e2-ac66-f1371c9380bb.html
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ROMA – La coinfezione tra Tubercolosi e Hiv è assai più mortale di quanto finora calcolato: il Report Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) 2009, sul controllo della Tbc, con i dati del 2007, ha aggiornato le precedenti stime, scoprendo che uno morto di tubercolosi su 4 riguarda pazienti affetti da Hiv.
Oggi, 24 marzo, è la Giornata mondiale della Tubercolosi indetta dall’Oms, e come ormai da più di un decennio è l’occasione per fare il punto dell’epidemia globale, soprattutto in quei 22 paesi (in gran parte di Asia, Africa subsahariana e Federazione Russa), dove la Tbc è un’emergenza.
Così, nella stessa data in cui nel 1882, in una celebre conferenza, a Berlino, Robert Koch annunciava la scoperta del micobatterio che causa la malattia, a Rio de Janeiro, in Brasile, oggi, gli esperti riuniti rilanceranno l’allarme: 9 milioni e 300 mila nuovi casi ogni anno, circa 500 mila i pazienti colpiti da ceppi resistenti ai farmaci di prima linea e 50 mila (in 55 paesi, compresa l’Italia) le vittime della “micidiale” XDR-TB, la super-resistenza a quasi tutti i farmaci (e in alcuni rari casi, a qualsiasi medicinale finora conosciuto).
E di fronte alla crisi che avanza, emergono i primi problemi: “Bisogna stare attenti a tagliare i fondi”, prosegue Daniela Cirillo, “Ora, per esempio, rischiamo di non avere più i test tubercolinici, poiché la ditta che li fabbrica in Italia sembra non più disponibile a produrli.